Tutti i sali minerali disciolti nell’acqua sono presenti in forma dissociata, costituiti da 2 parti (ioni), una con carica elettrica positiva (catione) a l’altra con carica elettrica negativa (anione). La presenza dei sali minerali nell’acqua determina la “conducibilità elettrica” dell’acqua stessa. Pertanto, tale proprietà di mezzo conduttore (alta o bassa) può essere misurata con un “conduttivimetro” che ne rileva il grado di “conducibilità”, espresso in µS/cm2 .

La demineralizzazione è il processo in cui quasi tutti i sali contenuti nell’acqua vengono trattenuti utilizzando il metodo a scambio ionico.

Il processo per semplicità può essere ricondotto a quello dell’addolcimento delle acque che utilizza resine cationiche forti che trattengono gli ioni calcio e magnesio e rilasciano ioni sodio che sono sulla resina.

 

 

La differenza dell’addolcimento con la demineralizzazione, sta nel fatto che in quest’ultima, si utilizzano sia delle resine cationiche che anioniche, per cui, sono necessarie due soluzioni rigeneranti: acido cloridrico e idrossido di sodio.

E’ interessante notare che la resina anionica trattiene, oltre a tutti gli anioni, anche “l’anidride carbonica libera” e la “silice”. Per questo motivo, in un impianto di demineralizzazione, la colonna delle resine anioniche è più grande di quella delle resine cationiche.

Una speciale centralina elettronica in grado di misurare la conducibilità dell’acqua gestisce le

La rigenerazione avviene automaticamente, quando il valore di conducibilità aumenta fino a raggiungere il valore di Set-Point programmato.

      

La tecnologia odierna utilizza delle resine sottoforma di sfere del diametro di pochi millimetri che contengono numerosi gruppi funzionali in grado di catturare gli ioni presenti nell’acqua.









Sito Web realizzato da: Maior ADV - Agenzia di Comunicazione